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Perdite su crediti

circolari e novità > gennaio 2014
 
PERDITE SU CREDITI

Prime operazioni di definizioni dei bilanci 2013, e prime novità che, intervenute sul finire del 2013, interesseranno i lavori di questa prima parte del 2014.
Un aspetto senza dubbio innovativo è la nuova disciplina civilistica e fiscale dettata in tema di PERDITE SU CREDITI. Nei bilanci 2013, in caso di cancellazione di un credito dallo stato patrimoniale, si potrà dedurre fiscalmente la relativa perdita senza dover dimostrare la sussistenza dei requisiti della «certezza e precisione». Ciò a condizione che lo storno del credito sia stato posto in essere nel rispetto dei corretti principi contabili e senza intenti elusivi.
L'articolo 1, comma 160, lettera b) della legge 147/2013 (legge di Stabilità per il 2014), infatti, è andato a modificare l'articolo 101, comma 5, ultimo paragrafo del TUIR, relativo alla deducibilità delle perdite derivanti dalla cancellazione dei crediti dal bilancio.
La norma così modificata stabilisce che i requisiti della certezza e della precisione, richiesti affinché una perdita su crediti possa considerarsi deducibile, si possono ritenere sussistenti «in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili». Inoltre, ai sensi del successivo articolo 1, comma 161 della legge di Stabilità, tale disposizione, pur entrando in vigore formalmente dal 1° gennaio 2014, si applica a partire dall'esercizio in corso al 31 dicembre 2013. Pertanto, già in sede di redazione del bilancio 2013 e compilazione della relativa dichiarazione dei redditi (Unico 2014), gli operatori economici potranno tenere conto della nuova norma.

Tuttavia, le indicazioni contenute nella circolare 26/E possono essere rilette sulla base della nuova norma. Ci si riferisce, in particolare, alle situazioni nelle quali la perdita imputata in bilancio derivi da "atti realizzativi", ossia da eventi i cui effetti giuridici producono il realizzo o l'estinzione del credito. Si tratta delle ipotesi di cessione del credito, della transazione con il debitore e della rinuncia al credito.
La circolare, in linea con quanto prevedeva l'articolo 101, comma 5 del Tuir prima delle modifiche, stabiliva che in tutti questi casi la relativa perdita, per potersi considerare deducibile fiscalmente, doveva essere supportata da elementi probatori volti alla dimostrazione della definitiva inesigibilità del credito.
Ancora, il documento dell’Agenzia Entrate stabilisce come la deducibilità sarà in ogni caso consentita soltanto se la cancellazione sarà stata posta in essere applicando correttamente i principi contabili nazionali o internazionali. Allo stesso modo l'amministrazione potrà disconoscere la rilevanza fiscale della perdita in tutti quei casi in cui la cancellazione derivi da operazioni elusive, ovvero sia dimostrata la non economicità dell'atto realizzativo o il fatto che lo stesso nei fatti sia equiparabile a una liberalità.
Occorre prestare grande attenzione quindi nel valutare quali crediti sono da ritenersi inesigibili, e spetterà all’Amministratore la scelta, che dovrà tenere in considerazione tutta una serie di variabili, come ad esempio la perdita fiscale della società, ed il concreto rischio di precipitare della fattispecie delle società in perdita sistemica.


 
 
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